Bufale e fake news. Come riconoscerle, come evitarle.

Internet è un mondo libero simile a quello reale al punto di permettere la diffusione, anche massiccia, di pettegolezzi e notizie prive di alcun fondamento ma capaci di attirare l’attenzione di masse di persone che, pur non essendo sprovvedute, possono ritenere veritiero tutto quanto viene loro proposto e condiviso soprattutto sui “social media” o sulle app di messaggistica.

 

Perché si crea una “bufala”?
FAKEI motivi sono molteplici; le fake news possono essere create e diffuse da persone il cui interesse è quello di acquisire visibilità personale in rete e sui social media, ma possono anche essere veri e propri strumenti di propaganda – solitamente negativa nei confronti di avversari politici, commerciali o personali – perseguita usando mezzi di ogni genere, dal semplice testo condiviso su un social fino alla creazione di siti apparentemente veritieri sui quali mettere in rete, e condividere, la falsa informazione con la certezza di renderla “virale” e diffonderla in maniera massiva.

 

Una fake new, come può essere creata ad arte e diffusa affidandosi al “passaparola” sui social; un sistema per renderla ancor più credibile è quello di pubblicarla su un sito creato ad arte e simile nel nome e nella grafica a siti di informazione accreditati, o a siti istituzionali.
Questo metodo può ingannare facilmente una gran massa di persone che, di primo acchito, saranno portate a condividere e diffondere messaggi privi di fondamento.

 

Creare un sito “fake” è, purtroppo, sempre più semplice per malintenzionati di ogni tipo, basta disporre di un server non soggetto a controlli da parte delle nostre autorità, registrare un dominio con nome accattivante o simile a quello di una reale fonte di informazione, utilizzare un CMS preconfezionato e, in poco tempo, il sito sarà disponibile in rete e pronto per essere fonte di notizie di ogni genere e, spesso prive di qualsiasi veridicità.


Prima di condividere o diffondere qualsiasi immagine o notizia è buona norma accertarsi della fonte di provenienza.
Non dimenticate che, a prescindere da chi abbia creato la fake new o l’elemento da diffondere in modo virale, potreste sempre essere considerati responsabili in prima persona per la diffusione di materiale infamante, diffamatorio o considerato contrario alla Legge.


Accertatevi, quindi, della veridicità della notizia e dell’attendibilità delle fonti di diffusione.
Perdere qualche minuto vi aiuterà ad evitare di concorrere alla diffusione di informazioni non veritiere e, peggio ancora, incorrere nei problemi derivanti dalla divulgazione di materiale che potrebbe essere ritenuto perseguibile ai sensi delle vigenti Leggi.

 

Prima di condividere una notizia eclatante, cercatela su siti attendibili (Agenzia Ansa, quotidiani di rilevanza nazionale o siti istituzionali accreditati), se non fosse presente su tali organi di informazione, molto probabilmente si tratta di una fake new.

 

Uno strumento di facile utilizzo per capire chi vi sia dietro ogni sito web è il “Whois”.
Si tratta di una sorta di documento di identità del dominio web che può essere consultato per conoscere gli estremi della registrazione, il nome del titolare (registrant), il paese in cui il sito è registrato o in cui è residente il suo provider.

 

Vedi:
Uno dei principali siti per la visualizzazione dei Whois
http://whois.domaintools.com/

 

Il Whois di Working2000.it
http://whois.domaintools.com/working2000.it

 

Queste informazioni ci forniranno la certezza di aver tratto le notizie da un sito attendibile e/o quantomeno riconducibile a persone o società affidabili.
Nel caso – sempre più frequente – di Whois con informazioni carenti o che riconducono il dominio a paesi e soggetti che nulla hanno a vedere con l’informazione ufficiale italiana o estera, soprassedete dalla tentazione di condividere la notizia “scoop“. La cattiva, o falsa, informazione nuoce a tutti, a prescindere dagli ideali e dalle intenzioni.

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